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Ho passato un’estate d’inferno.

Giuro.
E con “Inferno” questa volta non intendo uno scherzoso (sic) soprannome, ma quel posto dove finiremo tutti dopo morti. Sì, quel locus amoenus che sono abbastanza certa di aver visto con i miei occhi in quella roulotte ad Amsterdam dopo aver mangiato i funghetti. (Ad oggi sono convinta di aver visto quelle cose che ho visto solo perchè non avevo altro da guardare: per fare un esempio così, random, se fossi stata a casa e quella sera avessero trasmesso CSI probabilmente avrei visto Calleigh come un grottesco mascherone siliconato al quale si stava sciogliendo la faccia.)

La verità è che io e la Chiara, prese dall’esaltazione di avere un posto tutto nostro dove lavorare con due “socie”, non ci siamo rese conto che stavamo per metterci a lavorare con due teste di cazzo.
Ce ne siamo accorte a fine maggio quando, una sera di domenica, alle 9 la Testa di Cazzo Numero 1 ha preso la borsa e ha detto “Non è per cattiveria, ma io sono stanca. Vado a casa.”

C’è da sottolineare che a noi avevano raccomandato sua sorella, quando cercavamo due socie, e sua sorella sarà qui denominata Testa di Cazzo Numero 2, non per una questione di anzianità essendo lei effettivamente più anziana sia di sua sorella che di tutte noi, ma per una questione di quantificazione di quanto Cazzo ci può stare in una Testa.

Mi rendo conto mentre scrivo che la storia è lunga e complessa, quindi dovrò organizzare bene la narrazione e dividerla in capitoli, questo è il primo, gli altri tra qualche mese suppongo.

(Scusate l’eccesso di virgole, ma ho appena finito di leggere Cecità di Saramago.)

Presentazione delle Teste di Cazzo:

TESTA DI CAZZO NUMERO DUE: (parto da lei perchè mi irrita meno)
34 anni, sposata e con un bambino di 3 anni che non spiaccica una parola in italiano, ma parla fluentemente una lingua tutta sua. (Il suggerimento del logopedista: aspettiamo. Sì, aspettiamo che diventi un alieno, cazzo!)
Il marito è ok. Anzi, se non ci fosse stato lui probabilmente alla fine ci saremmo ammazzate. Quando all’inizio eravamo tutte incredibilmente incapaci e abbandonate a noi stesse, lui ci girava sempre intorno facendo un sacco di piccole cose utili che ci permettevano di non affondare nella nostra inesperienza. Quando alla fine stava andando tutto a rotoli, penso sia stato lui a tenere la barca pari. Poi ci si arriva.
Quando ci siamo conosciute lei mi sembrava una figa. Non fisicamente, vabbè.. però c’aveva questa faccia da rocker, ed ha vissuto a Londra, ed ha visto gli Aerosmith nhel ‘94, insomma, ci vuole un po’ di rispetto. Con noi ha fatto un solo, grosso, irrimediabile errore: ci ha portato sua sorella. Perchè senza di lei sarebbe andato tutto bene e noi non avremmo mai scoperto a che razza di livello può abbassarsi una persona per parare il culo a qualcuno a cui vuole bene (ingiustificatamente, tra l’altro. Legami di sangue a parte, ovviamente.) Quando abbiamo cominciato a renderci conto di quale dannoso elemento ci aveva portato nel gruppo ho deciso che non l’avrei mai perdonata e che non avrei più avuto fiducia in lei, e ho passato il resto dell’estate a spiegare alla Chiara che per averci fatto un tiro mancino del genere era da mettere allo stesso piano della sorella, nè più e nè meno; poi non è servito a niente perchè ci ha pensato da sola a sputtanarsi.
Purtroppo il fattore ambientale non si può eliminare del tutto: se entrambe sono cresciute con dei genitori all’antica, chiusi mentalmente, col paraocchi, iperprotettivi e provinciali, non si può pretendere che la mela cada così lontano dall’albero. Per la TDC Numero 1 è così palese che a vederla accanto a sua madre viene da piangere. Per la TDC Numero 2 non è così palese perchè si presenta in un altro modo, ha vissuto a Londra e ha visto gli Aerosmith ma anche questa mela non è caduta molto lontano dall’albero. Infatti dopo pochi mesi che abitava a Londra ha deciso che preferiva tornare in provincia, sposarsi, fare i marmocchi, vivere in montagna e diventare uguale a sua madre e a sua sorella. Certo se non avesse sposato Claudio dubito che avrebbe trovato qualcun’altro con l’ambizione di viverci insieme tutta la vita e procreare con lei bambini col mento sfuggente e incapaci di parlare.
(Piccolo aneddoto sul mento sfuggente:
Chiara: “Ho la bocca piccola, e siccome tutti i denti non ci stavano hanno spinto quelli davanti ed è per questo che adesso sembro un castoro.”
TDC 2: “Per me è la stessa cosa, ma siccome spingevano quelli di sotto è stato il mento a venire in fuori, ed è per questo che adesso sono così brutta da risultare inguardabile e mi mancano solo i porri pelosi per essere tale e quale a Maga Magò.”
Mi sono presa qualche piccola libertà nel riportare il dialogo, ma comunque il succo è che non è vero niente perchè suo padre ha lo stesso mento e se lei non è nata che pareva già una strega è solo perchè tutti i bambini, perfino quelli che poi diventano bruttissimi, da piccoli sono coccolosi e tondeggianti e solo dopo, quando viene fuori la personalità, vengono fuori anche i veri lineamenti, e a quel punto se sei brutto e anche antipatico ti meriti che gli altri bambini ti insultino, altrimenti no. E la conclusione è stata “altrimenti no” solo perchè mi sono appena resa conto che io non sono Saramago e che le riflessioni conclusive generiche e moraleggianti non fanno per me, soprattutto se non ho una conclusione.)
Insomma se proprio voleva sposarsi, e visto che è una mela doveva comunque finire così, ha fatto bene a prendersi Claudio, col cazzo che lo ritrovava uno come lui (e che la vuole, anche).

FINE PRIMA PUNTATA, ho da fare, ciao.

Non ho pensato alla Sara per diversi giorni.

Quando me ne sono accorta è stato come un fulmine dritto nella testa.

Le cose passano, e accorgersene è forse peggio che sentirle dolorose come il primo giorno.

Mi ero ripromessa di ricordarla sempre e di tenerla sempre con me, perchè è l’unico modo per superare quello che è successo.

Mi rendo conto che non è possibile, perchè proprio quello che ti aiuta a superare ti aiuta anche a dimenticare. E io non voglio dimenticare niente. Nemmeno il dolore che ho provato. Perchè è quel dolore che mi ha permesso di rendermi conto di quanto bene le volevo. Ed è l’unica cosa che mi era rimasta di lei.

Beibe?

“Senti, qua, respira…”
“Noemi, tutti respirano.”
AAHAHAHAHAHHHAHAHAHAHHAHAHAHA oddio quanto ti amavo.

Adesso piangere è quasi un sollievo.

In più c’è il senso di colpa. Il fatto è questo: lei e la sua ragazza, a me e David, non ci sopportavano. E la cosa era reciproca. Almeno da parte di David e da parte mia nei riguardi dell’Emanuela. Lei non faceva altro che parlare male di me anche se non mi conosceva, sicuramente per via di quello che le aveva raccontato la Sara. E pare che non avesse problemi a farmelo sapere. Io non la calcolavo minimamente perchè lei per me non era nessuno e volevo che lo sapesse. Non c’entrava niente con me e con la Sara o con quello che era successo, credo solo che fosse gelosa perchè era stata la mia migliore amica prima di lei. Comunque, se fossimo usciti insieme, o negli stessi posti, o con la stessa gente, immagino che sarebbe stata guerra aperta.

Adesso loro sono morte entrambe in un modo bruttissimo, e noi siamo vivi e felici. E’ una contrapposizione che mi uccide. E che in qualche modo irrazionale mi sa fentire in colpa. Quando vado al cimitero non riesco nemmeno a guardare la lapide dell’Emanuela; mi sento falsa adesso, a pensare cose che non mi sognavo nemmeno di pensare quando era viva. Ma adesso lei non mi odia più. Questo cambia qualcosa per me?

Io lo so che la Sara mi avrebbe perdonato tutto, ma questo senso di colpa ingiustificato probabilmente no.

Ennesimo funerale

Ieri al funerale di nonno Gino è stato orribile. Fuori dalla chiesa quando eravamo arrivate solo io e Madre sono stata abbordata da una vecchia che non ha idea di cosa sia la discrezione. Appena ha saputo chi ero ci ha tenuto a chiedermi se adesso io e David andremo a stare a casa di Gino e a chiarire che a lei e a tutto il paese sembrava la cosa più logica e normale. Ecco, tutto il paese si aspetta una cosa che vorrei anch’io ma che dipende da una persona che ho smesso di stimare un po’ di tempo fa perchè ha perso del tutto la testa. Tutto il paese si aspetta quello che avrebbe voluto anche nonno Gino ma che dipende da una persona che di nonno Gino se n’è fregata del tutto negli ultimi mesi.

David è arrivato con sua cugina Angela e si è messo da solo in una panca. Anche lui per prima cosa è stato abbordato dalla vecchia. Ho sperato che non stesse parlando anche a lui della casa, invece lo stava facendo. Appena hanno portato dentro la bara lui ha cominciato a piangere. Io sono stata lì con lui fino all’inizio del funerale. Allora suo padre l’ha chiamato nella prima panca con il resto della famiglia e io, pensando che si fosse un po’ calmato, sono rimasta dietro con Madre. Solo che non si era calmato per niente e ha pianto come un disperato per tutto il funerale. Lo guardavo e stava singhiozzando ogni volta. Non si è mai alzato durante la messa, non ha fatto altro che piangere, mentre io pensavo a nonno Gino, a quanto era comunistaccio, a quanto gli piacesse tirare due o tre moccoli ogni tanto e al fatto che era stato in un campo di concentramento.

Alla fine della messa ho cercato di arrivare da David. Era circondato da parenti che gli chiedevano di calmarsi perchè faceva piangere tutti e commentavano cose che nessuno aveva già afferrato, come “David l’ha presa male”. Ma più la gente gli stava intorno e più lui piangeva. Mi sono seduta accanto a lui e gli ho dato la mano ma continuava a piangere. Poi è tornata la vecchia e si è messa a blaterare della casa, delle lenzuola di nonna Loriana e dell’orto. Delle cazzate così grosse che lo facevano piangere ancora di più. E cercava di abbracciarlo e di spingermi via ma io col cazzo che mollavo. Lo sapevo che David voleva stare con me e che non si sarebbe calmato finchè non se ne andavano tutti. Così con fermezza ho cominciato a dire che lo avrei portato fuori io tra un minuto. Sottointeso c’era che in quel minuto potevano anche levarsi dai coglioni ma hanno capito in pochi. Quando sono riuscita a portarlo via abbiamo trovato Angelo che ci aspettava a metà della navata. Ha abbracciato David, e lui ha ricominciato a piangere, ma stavolta sapevo che sulla sua spalla piangeva per consolazione e non per rabbia.

L’ho portato via in macchina e siamo andati al cimitero. Mentre infilavano la cassa nel loculo, che è nella fila più alta della zona più lontana dall’ingresso, lui ha ricominciato a piangere, e io l’ho abbracciato, ma mentre lo chiudevano dentro con i mattoni io e le cugine Daniela e Angela (la gemella di Angelo) abbiamo convenuto che sarebbe stato meglio portarlo fuori. E siamo rimasti lì a parlare di quanto la gente sia fuori di testa e del fatto che nonno Gino per lui era un punto di riferimento quindi se avesse bisogno di qualcosa, adesso, possiamo (plurale) andare da loro; fino al momento di andare a salutare nonna Loriana e andare a casa.

Dove abbiamo parlato del futuro e della casa e dell’orto, ma noi due, perchè alla fine non c’entra nessun altro che noi due, ormai, in queste cose.

Chiaro che ti aspetti qualcosa dalle persone. Dopo che ci hai speso tempo e affetto e dedizione e energia psichica e magari anche lacrime, ti aspetti qualcosa. Non perchè scontato, nè perchè dovuto, e nemmeno come compensazione per quello che hai dato. Ma come atto spontaneo e reciproco di stima e rispetto. Parole vuote. Parole trite e ritrite. Ma siete mai rimasti male perchè qualcuno di cui non ve ne fregava niente vi ha deluso? Ecco perchè più ti aspetti da una persona più è forte la delusione. Più ti ci sei dedicata e più sarà forte l’avversione. Più tempo hai speso - considerando la tua spesa un guadagno, in quel momento, un guadagno in affetto - più non ne vorrai spendere. Più volevi bene, più avrai repulsione.

L’odio non è indifferenza. L’indifferenza ferisce. Ferisce l’oggetto dell’indifferenza. L’odio è un sentimento attivo (l’ho letto da bambina in un libro, e per la prima volta ci ho riflettuto.) e come tale viene trattato da chi lo prova. Non puoi essere indifferente verso una persona che odi come non puoi esserlo verso una persona che ami. Più l’hai amata, più la odierai, se questo le circostanze richiedono.

C’è ancora gente che si chiede perchè io odi così tanto, e perchè non riesca a passare sopra alle cose e alle persone che mi hanno fatto del male.

Io non sopporto l’ingiustizia. Penso che sia per questo che ho bisogno di credere nel karma, perchè di giustizia divina non voglio parlare. Non voglio affidare a un dio le mie preghiere di vendetta - se credessi in un dio non vorrei che fosse un dio vendicativo.

Prima dell’ingiustizia non sopporto i tradimenti. E con tradimenti intendo anche quelli che la gente di merda non considera tali, altrimenti non sarebbe gente di merda. Anzi, ci sono delle persone che pensano anche di avermi fatto del bene, quando in realtà mi hanno solo sputato in faccia, e basterebbe che si fermassero a riflettere un attimo perchè se ne rendessero conto. Ma magari se ne sono rese conto e non gliene frega niente.

E’ che io mi aspetto troppo dalle persone, forse, penso che ragionino in base ai miei standard e alle mie aspettative e invece non è così.

Quante volte li ho fatti questi discorsi?

Sono stanca e nauseata.

Ma le persone non capiscono, e allora io le lascio perdere.

Ma mi rimane il rancore dentro, e finisco a odiarle, e preferirei che mi scivolasse tutto addosso e che, invece delle persone, lasciassi perdere i pensieri e le ipotesi e le vendette e tutto ciò che mi hanno fatto.

Continuerò questo discorso, magari, quando ne avrò voglia di nuovo.

Latest news

Non scrivo molto ultimamente perchè non ne ho voglia e non ho molto da dire. Non ho tratto molto giovamento dallo scrivere qua sopra le cose che non vanno, e infatti sono discretamente fuori di testa.

Madre è arrivata alla quarta terapia e sta così-così. Ormai ai capelli non ci pensiamo più molto. La settimana scorsa e quella prima ha avuto dei dolori al petto ma il dottore dice che è normale perchè la terapia causa problemi al sistema nervoso periferico. Venerdì scorso siamo andate alla quarta seduta. Mentre lei era sul lettino io sono andata a studiare in facoltà. Quando sono tornata a prenderla l’ho trovata sulla panchina davanti all’ematologia che piangeva.

Poi niente i giorni subito dopo la terapia è stanchissima e dorme quasi tutto il giorno. La sera si addormenta sul divano perchè se va a letto e si mette a pensare poi non dorme. Il giorno per non sentirsi inutile si mette a fare cose ma ha un’autonomia di dieci minuti e dopo deve stare a letto per un’ora. Io mi sono quasi scassata il cazzo di lavare piatti, ma non di cucinare. Cucinare mi piace, mi rilassa e mi dà la sensazione di fare qualcosa di costruttivo; mio fratello pensa che cucini per lui, l’uomo di casa lavoratore, ma non ha ancora capito che se non mi andasse lui mangerebbe bastoncini surgelati e pasta coi sughi pronti tutti i giorni, e di torte di cui criticare ogni minimo dettaglio non ne vedrebbe nemmeno mezza.

Per tornare alla chemio, Madre ha cominciato a vedere una psicoterapeuta di sostegno. Io credevo che stessero lì un’ora a parlare - io la aspetto fuori, e lei crede che mi annoi, ma ho una buona scusa per leggere senza interruzioni su una poltrona abbastanza comoda - invece fanno anche robe tipo esercizi di rilassamento e cose così. Mi pare che le faccia bene, anche se le ha fatto sicuramente meglio la visita dell’altro giorno al negozio di animali.

A proposito, in quel negozio di animali David ha comprato un furetto che si chiama Tofi. In realtà sul libretto c’è scritto Toffì (con l’accento, pure), ma è bruttissimo e comunque se la chiami Tofi viene perchè il tizio del negozio l’ha sempre chiamata così. Ieri siamo andati a prenderla, e ieri notte ha dormito in camera con noi, ma stamattina alle 6 ci ha svegliato passando i suoi grossi unghioli aguzzi a ripetizione sulla gabbia per un quarto d’ora buono, così l’abbiamo trasferita in bagno con tutto l’armamentario ed eravamo così svegli nel farlo che stamattina ci siamo chiesti dove cazzo era finita la gabbia.

Oggi pomeriggio l’abbiamo portata (è una femmina) a casa di David dove lui ha unito la gabbia a una vecchia che aveva costruito per il criceto Satana anni fa, passandoci un tubo nel mezzo. Nel frattempo l’abbiamo sguinzagliata nel bagno ed abbiamo scoperto che è piuttosto socievole, che si infila in ogni buco ma soprattutto che fa schiantare dal ridere, anche se leggendo sul forum dei furetti abbiamo saputo che può fare di meglio. Dicono che i furetti mordono ma pare non sia vero nella maggior parte dei casi, il trucco è urlare quando ti fanno male perchè quando giocano tra di loro è il segnale che si stanno provocando dolore. Vabè, comunque non raccontatelo a David perchè Tofi ieri sera gli ha chioccato un morsotto sul mento e adesso ha due buchi come se l’avessero vampirizzato.

In tutto questo, i suoi genitori non sanno di avere un furetto in garage perchè non c’è stato verso di scambiare due parole con mia suocera, offesa a morte dal fatto che il figlio ventiseienne osi passare due giorni dalla fidanzata senza mai telefonare alla madre, la quale peraltro è per tutto questo tempo a lavorare.

Così siamo venuti a sapere solo in serata che nonno Gino ha un tumore al polmone con metastasi diffuse e che è, in poche parole, terminale.

Questo ovviamente aggrava la situazione e anche la mia incazzatura con mio suocero che è veramente un uomo di merda.

Solo che per adesso ho sonno quindi se ne riparlerà.

II terapia.

Aggiornamenti:

1) Madre ha perso i capelli. E’ arrivata una mattina con un ciuffo di capelli in mano e non ha più smesso. Qualche giorno fa li ha tagliati molto corti, poi ha cominciato a mettersi la fascia perchè davanti cominciava a sembrare mio papà prima che si rasasse a palla di biliardo, e ieri abbiamo scoperto che ha un neo in cima alla testa. Dovevamo averli rasati già da qualche giorno, ma tra una cosa e l’altra non abbiamo avuto tempo così adesso ha dei ciuffi spelacchiati e sembra Tank Girl. Problema: la notte dorme col cuscino pieno di capelli e mi sa che è un po’ scomodo. Urge rasatura today. Abbiamo cercato dii sdrammatizzare ognuno a modo suo: mio fratello con “dai, consolati, almeno non avrai più peli che ti escono dal naso”, io con “se perdevi i denti invece che i capelli non era peggio?”, Paolo con “pensa che è una situazione temporanea la tua, a me i capelli non cresceranno mai più”. Madre ci ha poi comunicato che non sono i capelli il problema, nè la chemio in sè per sè, bensì il fatto che con quella malattia carogna potrebbe dover passare la vita con una chemioterapia l’anno o peggio, perchè si può ripresentare tra 30 anni o anche mai, oppure tornare subito finita la terapia, e quindi il pensiero ormai è fisso e centrale e secondo lei a una situazione del genere sono preferibili le classiche due fiale di potassio. E io non me la sento di dirle “che cazzo dici”, perchè penso che abbia ragione.

2) Oggi c’era la seconda seduta della chemio e io non ho potuto accompagnarla perchè sono raffreddata di brutto e in reparto, probabilmente, non mi avrebbero nemmeno fatto entrare. C’è andata mia zia, e io sono andata a prendere mia nonna che si stabilisce qui a tempo indeterminato (diomio), ma siccome ha la pressione a cinquemila miliardi e la capacità di gestione delle emergenze pari a un cucciolo non svezzato di labrador (cit.), non so quanto potrà essere utile nei prossimi giorni. Madre dice che le hanno cambiato i farmaci per il vomito e avendone una copiosa scorta non dovrebbero presentarsi i problemi dell’altra volta, ma non si sa mai. Nel caso dovrò organizzarmi su due fronti: madre che vomita e nonna che rischia l’ictus. Benissimo.

3) Paolo se n’è andato martedì, anzi, lunedì notte. Io e David l’abbiamo accompagnato all’aeroporto tipo alle 4 di mattina, perchè partiva alle 6. Era circolata la voce che dovesse stare via tre mesi, invece che uno, perchè il turno normale sarebbe due ma lui aveva il passaporto scaduto e non è potuto partire. Allora gli hanno chiesto se voleva farne in tutto tre. Lui non era molto convinto ma madre gli ha detto di accettare, ché abbiamo bisogno di soldi. Lui continuava a non essere convinto e poi è tornato dal lavoro dicendo che non gli avevano accettato la richiesta. Quindi sta via un mese solo ed è abbastanza un sollievo, soldi a parte, vabbè.

4) Il mio simpaticissimo relatore, dopo avermi assegnato un tema e avermi fatto un discorsetto che si può riassumere con le parole vaya con dios, si è fatto vivo dopo mesi, a tesi quasi finita, per spiegarmi come si fa una tesi: ovviamente non come l’ho fatta io da sola. Sorpresa! Le parole chiave erano impianto bibliografico e prestito interbibliotecario. Volevo andare oggi in facoltà a informarmi su come funziona la cosa del prestito interbibliotecario, ma per scongiurare l’ictus alla nonna è meglio se sto a casa e ci vado domani; anche se con le vacanze di Natale in arrivo sono molto preoccupata.

5) Natale. Cristo. Non sono per niente nel mood natalizio e probabilmente per quest’anno passerò del tutto. Il salotto l’abbiamo decorato, io ho dato il mio mongolissimo apporto, e stamattina mi sono fatta comprare un Babbonatale di cioccolata da mia nonna per metterlo in cucina; ho un po’ di soldi per fare regali, anzi, un paio li ho già comprati; ma niente. Saranno le menate della serie “dove mangiamo tutti insieme il 25?” che quest’anno hanno proprio rotto il cazzo o il fatto che mia nonna si era già rassegnata a non invitarci perchè tanto “tua mamma sta male” (ma dove? Da qui si evince che non ha capito un cazzo.. e che prima poteva chiedere) o ancora, la bella situazione in cui si trova David e le alte probabilità che nemmeno lui e nonno Gino avranno un posto dove andare. O il fatto che Paolo non c’è, e che mio fratello l’anno scorso ha mostrato la più totale indifferenza verso le feste in famiglia e che tutta la famiglia di mio papà mi sta sul cazzo come pochi altri (i nipoti, quelli che dovrebbero avere la mia età o giù di lì, sono di quelle persone che non solo guardano i Cesaroni, ma che CANTANO LA SIGLA tutti insieme), e che i nonni - gli altri - organizzano il solito pranzo-una-settimana-prima e fingono che sia già Natale e che tutti i figli e i nipoti abbiano deciso di passarlo con loro.

6) Mia nonna è appena passata suggerendomi di mettere a posto la stanza, senza fermarsi, e mentre usciva di casa per andare a spazzare fuori la voce è andata sfumando finchè non l’ho più sentita anche se SO che stava continuando a parlare; vuole che sistemi tipo i vestiti e la roba per terra (il pavimento è il più grande piano d’appoggio che possiedo dunque perchè non dovrei appoggiarci le cose? Io sogno un appartamento come la Galleria delle Ombre di V, nella quale l’unico scopo delle pareti è reggere infinite pile di libri. Che partono dal pavimento) così poi lei può ficcarsi qui dentro, passare l’aspirapolvere, rifare il letto e spostare quelle due o tre cose che mi serviranno a breve e che non troverò più. Non lo sopporto. Ma tanto, anche se non tolgo di mezzo i vestiti e la roba per terra, appena uscirò di qui lei cercherà di riordinare lo stesso: girando con l’aspirapolvere tra le cose per terra e piegando i vestiti che trova in giro, quindi, che me ne viene? Non ne ho la minima voglia e poi ho da fare.

Super normal

confessionsofatwistedmind:

dylancharles:

shmaltzy:

itstoomuch:outfromunder:waltzwithyourmurderer:hopelessdreamermaria:maria-estela:

BOLD anything true:

I’m loud.
I’m obnoxious.
I’m sarcastic.

I’m cocky.
I cry easily.
I have a bad temper.
For the most part, I don’t like people.
I’m easy to get along with.
I like to fight.
I have more enemies than friends.
I’ve smoked.
I’ve smoked weed.
I drink coffee.

I clean my room daily.

My Appearance
I’m shorter than 5’5.
I wear makeup
I wear a piece of jewlery at all times.
I wear contacts.
I wear glasses.
I’ve had braces.

I have braces.
I change my hair color often.
I straighten my hair often.
My ears are pierced.
I have small feet.

Relationships
I’m in a relationship now.
I’m single.
I’m crushin’.
I’ve missed an ex before.
I’m always scared of being hurt.

An ex has physically abused me at least once.
I’ve told someone I loved them when I didn’t.
I’ve told someone I didn’t love them when I did.
I’ve been in love more than two times.

I believe in love at first sight.
I believe lust is more important than love.

Friendships
I have a best friend.
I have at least ten friends.
I’ve gotten a phone call in the last 48 hours from a friend.
I’ve beaten up a friend.
I’ve been in a serious fight with a friend.
I can trust at least five people with my life.

Experiences
I’ve been on a plane.
I’ve been on a train.
I’ve left the state/province.
Someone close to me has died.
I’ve taken a taxi.

I’ve taken a city bus.
I’ve taken a school bus.

I’ve gone bungee jumping.
I’ve made a speech.
I’ve been in some sort of club.
I’ve won an award.

I’ve spent 24 hours on the computer straight.
I’ve been in a physical fight.

Music
I listen to country.
I listen to pop.
I listen to techno.
I listen to rock.
I’m one of those people who play songs repeatedly until I hate it.

I hate the radio.
I download music.
I buy CD’s.

Television
I spend at least six hours a day watching television.
I watch soap operas daily.
I’m in love with Days Of Our Lives.
I’ve seen and like The OC.
I’ve seen and like One Tree Hill.
I’ve seen and like America’s Next Top Model.
I’ve seen and like Popular.
I’ve seen and like House.
I’ve seen and like 24.
I’ve seen and like CSI.
I’ve seen and like Everwood.

Family Life
I get along with both of my parents.
My biological parents are still together.
I have at least one brother.
I have at least one sister.
I have at least one step brother/sister.
I have at least one half brother/sister.
I’ve been kicked out of the house.
I’ve ran away from my home.
I’ve sworn at my parents.
I’ve made my parents cry.
I’ve lied to my parents.

I’ve lied to my parents about where I am.
I’ve lied to my parents about what I’m doing.
I’ve lied to my parents so I’d be allowed out.
I’ve walked out when I’ve been grounded.

Hair
I’ve cut my hair in the past year.
I’ve dyed my hair in the past year.
I’ve been blonde.
I’ve had black.
I’ve been red.
I’ve been light brown.
I’ve been medium brown.
I’ve been brown.

I’ve had streaks.
I’ve had purple/pink.
I’ve been blue/green.
I’ve gotten my hair thinned.

I use conditioner.
I’ve used silk therapy.
I’ve used hot oil treatments.
I’ve curled my hair.
I’ve straightened my hair.
I’ve ironed my hair.

I’ve braided my hair.
I’ve had/want dreadlocks.

School
I’ve thrown something at a teacher.
I’ve yelled at a teacher.
I’ve been suspended.
I’ve had an in-school suspension.
I’ve been sent to the principal’s office.
I’ve walked out of class.
I’ve skipped an entire day of school.

I’ve skipped a whole month of one certain class.
I’ve failed a test.
I’ve cheated on a test.
I’ve helped someone else cheat on a test.

I’ve failed Art.
I’ve failed P.E.
I’ve failed Math.
I’ve failed Science.
A teacher has called my parents.
I’ve been caught skipping.

I’ve been on the honor roll.
I’ve been on effort honor roll.

Oh where oh where can my baby be?
The Lord took her away from me
She’s gone to heaven, so I got to be good
So I can see my baby when I leave this world.

Cose che ho, cose che non ho, cose che non avrei voluto avere mai.

Ho:

  • avuto un colloquio con la mia seconda scelta in fatto di relatori per la tesi, che mi ha simpaticamente detto BAU
  • il numero di telefono della prima scelta in fatto di relatori
  • nessuna voglia di chiamarlo
  • sbagliato orario della lezione delle 2 credendo che fosse a mezzogiorno
  • un appuntamento con Silvia (non LA Silvia) all’una e mezzo
  • molta voglia di vederla
  • da cercare una cara collega che mi metta la firma alla lezione delle 2 perchè diserto, e diserta anche la Silvia sennò la firma me la apponeva lei
  • una sconfinata e in via di peggioramento depressione quasi suicidal, diciamo, che se non fossi stata al primo piano alla stupida finestra ad aspettare la Silvia che non arrivava (perchè non era l’ora che arrivasse) mi sarei buttata di sotto, ma così non c’è gusto
  • per niente fame (tanto per cambiare)
  • nostalgia
  • un bellissimo libro da leggere
  • ancora del tempo da perdere
  • i primi due dischi degli Articolo 31 nella balena (LOVE)
  • la tesi stampata, o almeno quello che per adesso è la mia tesi
  • un odio incontenibile per la mia tesi
  • nessuna intenzione di cacciarla fuori dallo zaino
  • sonno.

Ho passato un’estate d’inferno.

Giuro.
E con “Inferno” questa volta non intendo uno scherzoso (sic) soprannome, ma quel posto dove finiremo tutti dopo morti. Sì, quel locus amoenus che sono abbastanza certa di aver visto con i miei occhi in quella roulotte ad Amsterdam dopo aver mangiato i funghetti. (Ad oggi sono convinta di aver visto quelle cose che ho visto solo perchè non avevo altro da guardare: per fare un esempio così, random, se fossi stata a casa e quella sera avessero trasmesso CSI probabilmente avrei visto Calleigh come un grottesco mascherone siliconato al quale si stava sciogliendo la faccia.)

La verità è che io e la Chiara, prese dall’esaltazione di avere un posto tutto nostro dove lavorare con due “socie”, non ci siamo rese conto che stavamo per metterci a lavorare con due teste di cazzo.
Ce ne siamo accorte a fine maggio quando, una sera di domenica, alle 9 la Testa di Cazzo Numero 1 ha preso la borsa e ha detto “Non è per cattiveria, ma io sono stanca. Vado a casa.”

C’è da sottolineare che a noi avevano raccomandato sua sorella, quando cercavamo due socie, e sua sorella sarà qui denominata Testa di Cazzo Numero 2, non per una questione di anzianità essendo lei effettivamente più anziana sia di sua sorella che di tutte noi, ma per una questione di quantificazione di quanto Cazzo ci può stare in una Testa.

Mi rendo conto mentre scrivo che la storia è lunga e complessa, quindi dovrò organizzare bene la narrazione e dividerla in capitoli, questo è il primo, gli altri tra qualche mese suppongo.

(Scusate l’eccesso di virgole, ma ho appena finito di leggere Cecità di Saramago.)

Presentazione delle Teste di Cazzo:

TESTA DI CAZZO NUMERO DUE: (parto da lei perchè mi irrita meno)
34 anni, sposata e con un bambino di 3 anni che non spiaccica una parola in italiano, ma parla fluentemente una lingua tutta sua. (Il suggerimento del logopedista: aspettiamo. Sì, aspettiamo che diventi un alieno, cazzo!)
Il marito è ok. Anzi, se non ci fosse stato lui probabilmente alla fine ci saremmo ammazzate. Quando all’inizio eravamo tutte incredibilmente incapaci e abbandonate a noi stesse, lui ci girava sempre intorno facendo un sacco di piccole cose utili che ci permettevano di non affondare nella nostra inesperienza. Quando alla fine stava andando tutto a rotoli, penso sia stato lui a tenere la barca pari. Poi ci si arriva.
Quando ci siamo conosciute lei mi sembrava una figa. Non fisicamente, vabbè.. però c’aveva questa faccia da rocker, ed ha vissuto a Londra, ed ha visto gli Aerosmith nhel ‘94, insomma, ci vuole un po’ di rispetto. Con noi ha fatto un solo, grosso, irrimediabile errore: ci ha portato sua sorella. Perchè senza di lei sarebbe andato tutto bene e noi non avremmo mai scoperto a che razza di livello può abbassarsi una persona per parare il culo a qualcuno a cui vuole bene (ingiustificatamente, tra l’altro. Legami di sangue a parte, ovviamente.) Quando abbiamo cominciato a renderci conto di quale dannoso elemento ci aveva portato nel gruppo ho deciso che non l’avrei mai perdonata e che non avrei più avuto fiducia in lei, e ho passato il resto dell’estate a spiegare alla Chiara che per averci fatto un tiro mancino del genere era da mettere allo stesso piano della sorella, nè più e nè meno; poi non è servito a niente perchè ci ha pensato da sola a sputtanarsi.
Purtroppo il fattore ambientale non si può eliminare del tutto: se entrambe sono cresciute con dei genitori all’antica, chiusi mentalmente, col paraocchi, iperprotettivi e provinciali, non si può pretendere che la mela cada così lontano dall’albero. Per la TDC Numero 1 è così palese che a vederla accanto a sua madre viene da piangere. Per la TDC Numero 2 non è così palese perchè si presenta in un altro modo, ha vissuto a Londra e ha visto gli Aerosmith ma anche questa mela non è caduta molto lontano dall’albero. Infatti dopo pochi mesi che abitava a Londra ha deciso che preferiva tornare in provincia, sposarsi, fare i marmocchi, vivere in montagna e diventare uguale a sua madre e a sua sorella. Certo se non avesse sposato Claudio dubito che avrebbe trovato qualcun’altro con l’ambizione di viverci insieme tutta la vita e procreare con lei bambini col mento sfuggente e incapaci di parlare.
(Piccolo aneddoto sul mento sfuggente:
Chiara: “Ho la bocca piccola, e siccome tutti i denti non ci stavano hanno spinto quelli davanti ed è per questo che adesso sembro un castoro.”
TDC 2: “Per me è la stessa cosa, ma siccome spingevano quelli di sotto è stato il mento a venire in fuori, ed è per questo che adesso sono così brutta da risultare inguardabile e mi mancano solo i porri pelosi per essere tale e quale a Maga Magò.”
Mi sono presa qualche piccola libertà nel riportare il dialogo, ma comunque il succo è che non è vero niente perchè suo padre ha lo stesso mento e se lei non è nata che pareva già una strega è solo perchè tutti i bambini, perfino quelli che poi diventano bruttissimi, da piccoli sono coccolosi e tondeggianti e solo dopo, quando viene fuori la personalità, vengono fuori anche i veri lineamenti, e a quel punto se sei brutto e anche antipatico ti meriti che gli altri bambini ti insultino, altrimenti no. E la conclusione è stata “altrimenti no” solo perchè mi sono appena resa conto che io non sono Saramago e che le riflessioni conclusive generiche e moraleggianti non fanno per me, soprattutto se non ho una conclusione.)
Insomma se proprio voleva sposarsi, e visto che è una mela doveva comunque finire così, ha fatto bene a prendersi Claudio, col cazzo che lo ritrovava uno come lui (e che la vuole, anche).

FINE PRIMA PUNTATA, ho da fare, ciao.

Non ho pensato alla Sara per diversi giorni.

Quando me ne sono accorta è stato come un fulmine dritto nella testa.

Le cose passano, e accorgersene è forse peggio che sentirle dolorose come il primo giorno.

Mi ero ripromessa di ricordarla sempre e di tenerla sempre con me, perchè è l’unico modo per superare quello che è successo.

Mi rendo conto che non è possibile, perchè proprio quello che ti aiuta a superare ti aiuta anche a dimenticare. E io non voglio dimenticare niente. Nemmeno il dolore che ho provato. Perchè è quel dolore che mi ha permesso di rendermi conto di quanto bene le volevo. Ed è l’unica cosa che mi era rimasta di lei.

Beibe?

“Senti, qua, respira…”
“Noemi, tutti respirano.”
AAHAHAHAHAHHHAHAHAHAHHAHAHAHA oddio quanto ti amavo.

Adesso piangere è quasi un sollievo.

In più c’è il senso di colpa. Il fatto è questo: lei e la sua ragazza, a me e David, non ci sopportavano. E la cosa era reciproca. Almeno da parte di David e da parte mia nei riguardi dell’Emanuela. Lei non faceva altro che parlare male di me anche se non mi conosceva, sicuramente per via di quello che le aveva raccontato la Sara. E pare che non avesse problemi a farmelo sapere. Io non la calcolavo minimamente perchè lei per me non era nessuno e volevo che lo sapesse. Non c’entrava niente con me e con la Sara o con quello che era successo, credo solo che fosse gelosa perchè era stata la mia migliore amica prima di lei. Comunque, se fossimo usciti insieme, o negli stessi posti, o con la stessa gente, immagino che sarebbe stata guerra aperta.

Adesso loro sono morte entrambe in un modo bruttissimo, e noi siamo vivi e felici. E’ una contrapposizione che mi uccide. E che in qualche modo irrazionale mi sa fentire in colpa. Quando vado al cimitero non riesco nemmeno a guardare la lapide dell’Emanuela; mi sento falsa adesso, a pensare cose che non mi sognavo nemmeno di pensare quando era viva. Ma adesso lei non mi odia più. Questo cambia qualcosa per me?

Io lo so che la Sara mi avrebbe perdonato tutto, ma questo senso di colpa ingiustificato probabilmente no.

Ennesimo funerale

Ieri al funerale di nonno Gino è stato orribile. Fuori dalla chiesa quando eravamo arrivate solo io e Madre sono stata abbordata da una vecchia che non ha idea di cosa sia la discrezione. Appena ha saputo chi ero ci ha tenuto a chiedermi se adesso io e David andremo a stare a casa di Gino e a chiarire che a lei e a tutto il paese sembrava la cosa più logica e normale. Ecco, tutto il paese si aspetta una cosa che vorrei anch’io ma che dipende da una persona che ho smesso di stimare un po’ di tempo fa perchè ha perso del tutto la testa. Tutto il paese si aspetta quello che avrebbe voluto anche nonno Gino ma che dipende da una persona che di nonno Gino se n’è fregata del tutto negli ultimi mesi.

David è arrivato con sua cugina Angela e si è messo da solo in una panca. Anche lui per prima cosa è stato abbordato dalla vecchia. Ho sperato che non stesse parlando anche a lui della casa, invece lo stava facendo. Appena hanno portato dentro la bara lui ha cominciato a piangere. Io sono stata lì con lui fino all’inizio del funerale. Allora suo padre l’ha chiamato nella prima panca con il resto della famiglia e io, pensando che si fosse un po’ calmato, sono rimasta dietro con Madre. Solo che non si era calmato per niente e ha pianto come un disperato per tutto il funerale. Lo guardavo e stava singhiozzando ogni volta. Non si è mai alzato durante la messa, non ha fatto altro che piangere, mentre io pensavo a nonno Gino, a quanto era comunistaccio, a quanto gli piacesse tirare due o tre moccoli ogni tanto e al fatto che era stato in un campo di concentramento.

Alla fine della messa ho cercato di arrivare da David. Era circondato da parenti che gli chiedevano di calmarsi perchè faceva piangere tutti e commentavano cose che nessuno aveva già afferrato, come “David l’ha presa male”. Ma più la gente gli stava intorno e più lui piangeva. Mi sono seduta accanto a lui e gli ho dato la mano ma continuava a piangere. Poi è tornata la vecchia e si è messa a blaterare della casa, delle lenzuola di nonna Loriana e dell’orto. Delle cazzate così grosse che lo facevano piangere ancora di più. E cercava di abbracciarlo e di spingermi via ma io col cazzo che mollavo. Lo sapevo che David voleva stare con me e che non si sarebbe calmato finchè non se ne andavano tutti. Così con fermezza ho cominciato a dire che lo avrei portato fuori io tra un minuto. Sottointeso c’era che in quel minuto potevano anche levarsi dai coglioni ma hanno capito in pochi. Quando sono riuscita a portarlo via abbiamo trovato Angelo che ci aspettava a metà della navata. Ha abbracciato David, e lui ha ricominciato a piangere, ma stavolta sapevo che sulla sua spalla piangeva per consolazione e non per rabbia.

L’ho portato via in macchina e siamo andati al cimitero. Mentre infilavano la cassa nel loculo, che è nella fila più alta della zona più lontana dall’ingresso, lui ha ricominciato a piangere, e io l’ho abbracciato, ma mentre lo chiudevano dentro con i mattoni io e le cugine Daniela e Angela (la gemella di Angelo) abbiamo convenuto che sarebbe stato meglio portarlo fuori. E siamo rimasti lì a parlare di quanto la gente sia fuori di testa e del fatto che nonno Gino per lui era un punto di riferimento quindi se avesse bisogno di qualcosa, adesso, possiamo (plurale) andare da loro; fino al momento di andare a salutare nonna Loriana e andare a casa.

Dove abbiamo parlato del futuro e della casa e dell’orto, ma noi due, perchè alla fine non c’entra nessun altro che noi due, ormai, in queste cose.

Chiaro che ti aspetti qualcosa dalle persone. Dopo che ci hai speso tempo e affetto e dedizione e energia psichica e magari anche lacrime, ti aspetti qualcosa. Non perchè scontato, nè perchè dovuto, e nemmeno come compensazione per quello che hai dato. Ma come atto spontaneo e reciproco di stima e rispetto. Parole vuote. Parole trite e ritrite. Ma siete mai rimasti male perchè qualcuno di cui non ve ne fregava niente vi ha deluso? Ecco perchè più ti aspetti da una persona più è forte la delusione. Più ti ci sei dedicata e più sarà forte l’avversione. Più tempo hai speso - considerando la tua spesa un guadagno, in quel momento, un guadagno in affetto - più non ne vorrai spendere. Più volevi bene, più avrai repulsione.

L’odio non è indifferenza. L’indifferenza ferisce. Ferisce l’oggetto dell’indifferenza. L’odio è un sentimento attivo (l’ho letto da bambina in un libro, e per la prima volta ci ho riflettuto.) e come tale viene trattato da chi lo prova. Non puoi essere indifferente verso una persona che odi come non puoi esserlo verso una persona che ami. Più l’hai amata, più la odierai, se questo le circostanze richiedono.

C’è ancora gente che si chiede perchè io odi così tanto, e perchè non riesca a passare sopra alle cose e alle persone che mi hanno fatto del male.

Io non sopporto l’ingiustizia. Penso che sia per questo che ho bisogno di credere nel karma, perchè di giustizia divina non voglio parlare. Non voglio affidare a un dio le mie preghiere di vendetta - se credessi in un dio non vorrei che fosse un dio vendicativo.

Prima dell’ingiustizia non sopporto i tradimenti. E con tradimenti intendo anche quelli che la gente di merda non considera tali, altrimenti non sarebbe gente di merda. Anzi, ci sono delle persone che pensano anche di avermi fatto del bene, quando in realtà mi hanno solo sputato in faccia, e basterebbe che si fermassero a riflettere un attimo perchè se ne rendessero conto. Ma magari se ne sono rese conto e non gliene frega niente.

E’ che io mi aspetto troppo dalle persone, forse, penso che ragionino in base ai miei standard e alle mie aspettative e invece non è così.

Quante volte li ho fatti questi discorsi?

Sono stanca e nauseata.

Ma le persone non capiscono, e allora io le lascio perdere.

Ma mi rimane il rancore dentro, e finisco a odiarle, e preferirei che mi scivolasse tutto addosso e che, invece delle persone, lasciassi perdere i pensieri e le ipotesi e le vendette e tutto ciò che mi hanno fatto.

Continuerò questo discorso, magari, quando ne avrò voglia di nuovo.

Latest news

Non scrivo molto ultimamente perchè non ne ho voglia e non ho molto da dire. Non ho tratto molto giovamento dallo scrivere qua sopra le cose che non vanno, e infatti sono discretamente fuori di testa.

Madre è arrivata alla quarta terapia e sta così-così. Ormai ai capelli non ci pensiamo più molto. La settimana scorsa e quella prima ha avuto dei dolori al petto ma il dottore dice che è normale perchè la terapia causa problemi al sistema nervoso periferico. Venerdì scorso siamo andate alla quarta seduta. Mentre lei era sul lettino io sono andata a studiare in facoltà. Quando sono tornata a prenderla l’ho trovata sulla panchina davanti all’ematologia che piangeva.

Poi niente i giorni subito dopo la terapia è stanchissima e dorme quasi tutto il giorno. La sera si addormenta sul divano perchè se va a letto e si mette a pensare poi non dorme. Il giorno per non sentirsi inutile si mette a fare cose ma ha un’autonomia di dieci minuti e dopo deve stare a letto per un’ora. Io mi sono quasi scassata il cazzo di lavare piatti, ma non di cucinare. Cucinare mi piace, mi rilassa e mi dà la sensazione di fare qualcosa di costruttivo; mio fratello pensa che cucini per lui, l’uomo di casa lavoratore, ma non ha ancora capito che se non mi andasse lui mangerebbe bastoncini surgelati e pasta coi sughi pronti tutti i giorni, e di torte di cui criticare ogni minimo dettaglio non ne vedrebbe nemmeno mezza.

Per tornare alla chemio, Madre ha cominciato a vedere una psicoterapeuta di sostegno. Io credevo che stessero lì un’ora a parlare - io la aspetto fuori, e lei crede che mi annoi, ma ho una buona scusa per leggere senza interruzioni su una poltrona abbastanza comoda - invece fanno anche robe tipo esercizi di rilassamento e cose così. Mi pare che le faccia bene, anche se le ha fatto sicuramente meglio la visita dell’altro giorno al negozio di animali.

A proposito, in quel negozio di animali David ha comprato un furetto che si chiama Tofi. In realtà sul libretto c’è scritto Toffì (con l’accento, pure), ma è bruttissimo e comunque se la chiami Tofi viene perchè il tizio del negozio l’ha sempre chiamata così. Ieri siamo andati a prenderla, e ieri notte ha dormito in camera con noi, ma stamattina alle 6 ci ha svegliato passando i suoi grossi unghioli aguzzi a ripetizione sulla gabbia per un quarto d’ora buono, così l’abbiamo trasferita in bagno con tutto l’armamentario ed eravamo così svegli nel farlo che stamattina ci siamo chiesti dove cazzo era finita la gabbia.

Oggi pomeriggio l’abbiamo portata (è una femmina) a casa di David dove lui ha unito la gabbia a una vecchia che aveva costruito per il criceto Satana anni fa, passandoci un tubo nel mezzo. Nel frattempo l’abbiamo sguinzagliata nel bagno ed abbiamo scoperto che è piuttosto socievole, che si infila in ogni buco ma soprattutto che fa schiantare dal ridere, anche se leggendo sul forum dei furetti abbiamo saputo che può fare di meglio. Dicono che i furetti mordono ma pare non sia vero nella maggior parte dei casi, il trucco è urlare quando ti fanno male perchè quando giocano tra di loro è il segnale che si stanno provocando dolore. Vabè, comunque non raccontatelo a David perchè Tofi ieri sera gli ha chioccato un morsotto sul mento e adesso ha due buchi come se l’avessero vampirizzato.

In tutto questo, i suoi genitori non sanno di avere un furetto in garage perchè non c’è stato verso di scambiare due parole con mia suocera, offesa a morte dal fatto che il figlio ventiseienne osi passare due giorni dalla fidanzata senza mai telefonare alla madre, la quale peraltro è per tutto questo tempo a lavorare.

Così siamo venuti a sapere solo in serata che nonno Gino ha un tumore al polmone con metastasi diffuse e che è, in poche parole, terminale.

Questo ovviamente aggrava la situazione e anche la mia incazzatura con mio suocero che è veramente un uomo di merda.

Solo che per adesso ho sonno quindi se ne riparlerà.

II terapia.

Aggiornamenti:

1) Madre ha perso i capelli. E’ arrivata una mattina con un ciuffo di capelli in mano e non ha più smesso. Qualche giorno fa li ha tagliati molto corti, poi ha cominciato a mettersi la fascia perchè davanti cominciava a sembrare mio papà prima che si rasasse a palla di biliardo, e ieri abbiamo scoperto che ha un neo in cima alla testa. Dovevamo averli rasati già da qualche giorno, ma tra una cosa e l’altra non abbiamo avuto tempo così adesso ha dei ciuffi spelacchiati e sembra Tank Girl. Problema: la notte dorme col cuscino pieno di capelli e mi sa che è un po’ scomodo. Urge rasatura today. Abbiamo cercato dii sdrammatizzare ognuno a modo suo: mio fratello con “dai, consolati, almeno non avrai più peli che ti escono dal naso”, io con “se perdevi i denti invece che i capelli non era peggio?”, Paolo con “pensa che è una situazione temporanea la tua, a me i capelli non cresceranno mai più”. Madre ci ha poi comunicato che non sono i capelli il problema, nè la chemio in sè per sè, bensì il fatto che con quella malattia carogna potrebbe dover passare la vita con una chemioterapia l’anno o peggio, perchè si può ripresentare tra 30 anni o anche mai, oppure tornare subito finita la terapia, e quindi il pensiero ormai è fisso e centrale e secondo lei a una situazione del genere sono preferibili le classiche due fiale di potassio. E io non me la sento di dirle “che cazzo dici”, perchè penso che abbia ragione.

2) Oggi c’era la seconda seduta della chemio e io non ho potuto accompagnarla perchè sono raffreddata di brutto e in reparto, probabilmente, non mi avrebbero nemmeno fatto entrare. C’è andata mia zia, e io sono andata a prendere mia nonna che si stabilisce qui a tempo indeterminato (diomio), ma siccome ha la pressione a cinquemila miliardi e la capacità di gestione delle emergenze pari a un cucciolo non svezzato di labrador (cit.), non so quanto potrà essere utile nei prossimi giorni. Madre dice che le hanno cambiato i farmaci per il vomito e avendone una copiosa scorta non dovrebbero presentarsi i problemi dell’altra volta, ma non si sa mai. Nel caso dovrò organizzarmi su due fronti: madre che vomita e nonna che rischia l’ictus. Benissimo.

3) Paolo se n’è andato martedì, anzi, lunedì notte. Io e David l’abbiamo accompagnato all’aeroporto tipo alle 4 di mattina, perchè partiva alle 6. Era circolata la voce che dovesse stare via tre mesi, invece che uno, perchè il turno normale sarebbe due ma lui aveva il passaporto scaduto e non è potuto partire. Allora gli hanno chiesto se voleva farne in tutto tre. Lui non era molto convinto ma madre gli ha detto di accettare, ché abbiamo bisogno di soldi. Lui continuava a non essere convinto e poi è tornato dal lavoro dicendo che non gli avevano accettato la richiesta. Quindi sta via un mese solo ed è abbastanza un sollievo, soldi a parte, vabbè.

4) Il mio simpaticissimo relatore, dopo avermi assegnato un tema e avermi fatto un discorsetto che si può riassumere con le parole vaya con dios, si è fatto vivo dopo mesi, a tesi quasi finita, per spiegarmi come si fa una tesi: ovviamente non come l’ho fatta io da sola. Sorpresa! Le parole chiave erano impianto bibliografico e prestito interbibliotecario. Volevo andare oggi in facoltà a informarmi su come funziona la cosa del prestito interbibliotecario, ma per scongiurare l’ictus alla nonna è meglio se sto a casa e ci vado domani; anche se con le vacanze di Natale in arrivo sono molto preoccupata.

5) Natale. Cristo. Non sono per niente nel mood natalizio e probabilmente per quest’anno passerò del tutto. Il salotto l’abbiamo decorato, io ho dato il mio mongolissimo apporto, e stamattina mi sono fatta comprare un Babbonatale di cioccolata da mia nonna per metterlo in cucina; ho un po’ di soldi per fare regali, anzi, un paio li ho già comprati; ma niente. Saranno le menate della serie “dove mangiamo tutti insieme il 25?” che quest’anno hanno proprio rotto il cazzo o il fatto che mia nonna si era già rassegnata a non invitarci perchè tanto “tua mamma sta male” (ma dove? Da qui si evince che non ha capito un cazzo.. e che prima poteva chiedere) o ancora, la bella situazione in cui si trova David e le alte probabilità che nemmeno lui e nonno Gino avranno un posto dove andare. O il fatto che Paolo non c’è, e che mio fratello l’anno scorso ha mostrato la più totale indifferenza verso le feste in famiglia e che tutta la famiglia di mio papà mi sta sul cazzo come pochi altri (i nipoti, quelli che dovrebbero avere la mia età o giù di lì, sono di quelle persone che non solo guardano i Cesaroni, ma che CANTANO LA SIGLA tutti insieme), e che i nonni - gli altri - organizzano il solito pranzo-una-settimana-prima e fingono che sia già Natale e che tutti i figli e i nipoti abbiano deciso di passarlo con loro.

6) Mia nonna è appena passata suggerendomi di mettere a posto la stanza, senza fermarsi, e mentre usciva di casa per andare a spazzare fuori la voce è andata sfumando finchè non l’ho più sentita anche se SO che stava continuando a parlare; vuole che sistemi tipo i vestiti e la roba per terra (il pavimento è il più grande piano d’appoggio che possiedo dunque perchè non dovrei appoggiarci le cose? Io sogno un appartamento come la Galleria delle Ombre di V, nella quale l’unico scopo delle pareti è reggere infinite pile di libri. Che partono dal pavimento) così poi lei può ficcarsi qui dentro, passare l’aspirapolvere, rifare il letto e spostare quelle due o tre cose che mi serviranno a breve e che non troverò più. Non lo sopporto. Ma tanto, anche se non tolgo di mezzo i vestiti e la roba per terra, appena uscirò di qui lei cercherà di riordinare lo stesso: girando con l’aspirapolvere tra le cose per terra e piegando i vestiti che trova in giro, quindi, che me ne viene? Non ne ho la minima voglia e poi ho da fare.

Super normal

confessionsofatwistedmind:

dylancharles:

shmaltzy:

itstoomuch:outfromunder:waltzwithyourmurderer:hopelessdreamermaria:maria-estela:

BOLD anything true:

I’m loud.
I’m obnoxious.
I’m sarcastic.

I’m cocky.
I cry easily.
I have a bad temper.
For the most part, I don’t like people.
I’m easy to get along with.
I like to fight.
I have more enemies than friends.
I’ve smoked.
I’ve smoked weed.
I drink coffee.

I clean my room daily.

My Appearance
I’m shorter than 5’5.
I wear makeup
I wear a piece of jewlery at all times.
I wear contacts.
I wear glasses.
I’ve had braces.

I have braces.
I change my hair color often.
I straighten my hair often.
My ears are pierced.
I have small feet.

Relationships
I’m in a relationship now.
I’m single.
I’m crushin’.
I’ve missed an ex before.
I’m always scared of being hurt.

An ex has physically abused me at least once.
I’ve told someone I loved them when I didn’t.
I’ve told someone I didn’t love them when I did.
I’ve been in love more than two times.

I believe in love at first sight.
I believe lust is more important than love.

Friendships
I have a best friend.
I have at least ten friends.
I’ve gotten a phone call in the last 48 hours from a friend.
I’ve beaten up a friend.
I’ve been in a serious fight with a friend.
I can trust at least five people with my life.

Experiences
I’ve been on a plane.
I’ve been on a train.
I’ve left the state/province.
Someone close to me has died.
I’ve taken a taxi.

I’ve taken a city bus.
I’ve taken a school bus.

I’ve gone bungee jumping.
I’ve made a speech.
I’ve been in some sort of club.
I’ve won an award.

I’ve spent 24 hours on the computer straight.
I’ve been in a physical fight.

Music
I listen to country.
I listen to pop.
I listen to techno.
I listen to rock.
I’m one of those people who play songs repeatedly until I hate it.

I hate the radio.
I download music.
I buy CD’s.

Television
I spend at least six hours a day watching television.
I watch soap operas daily.
I’m in love with Days Of Our Lives.
I’ve seen and like The OC.
I’ve seen and like One Tree Hill.
I’ve seen and like America’s Next Top Model.
I’ve seen and like Popular.
I’ve seen and like House.
I’ve seen and like 24.
I’ve seen and like CSI.
I’ve seen and like Everwood.

Family Life
I get along with both of my parents.
My biological parents are still together.
I have at least one brother.
I have at least one sister.
I have at least one step brother/sister.
I have at least one half brother/sister.
I’ve been kicked out of the house.
I’ve ran away from my home.
I’ve sworn at my parents.
I’ve made my parents cry.
I’ve lied to my parents.

I’ve lied to my parents about where I am.
I’ve lied to my parents about what I’m doing.
I’ve lied to my parents so I’d be allowed out.
I’ve walked out when I’ve been grounded.

Hair
I’ve cut my hair in the past year.
I’ve dyed my hair in the past year.
I’ve been blonde.
I’ve had black.
I’ve been red.
I’ve been light brown.
I’ve been medium brown.
I’ve been brown.

I’ve had streaks.
I’ve had purple/pink.
I’ve been blue/green.
I’ve gotten my hair thinned.

I use conditioner.
I’ve used silk therapy.
I’ve used hot oil treatments.
I’ve curled my hair.
I’ve straightened my hair.
I’ve ironed my hair.

I’ve braided my hair.
I’ve had/want dreadlocks.

School
I’ve thrown something at a teacher.
I’ve yelled at a teacher.
I’ve been suspended.
I’ve had an in-school suspension.
I’ve been sent to the principal’s office.
I’ve walked out of class.
I’ve skipped an entire day of school.

I’ve skipped a whole month of one certain class.
I’ve failed a test.
I’ve cheated on a test.
I’ve helped someone else cheat on a test.

I’ve failed Art.
I’ve failed P.E.
I’ve failed Math.
I’ve failed Science.
A teacher has called my parents.
I’ve been caught skipping.

I’ve been on the honor roll.
I’ve been on effort honor roll.

Oh where oh where can my baby be?
The Lord took her away from me
She’s gone to heaven, so I got to be good
So I can see my baby when I leave this world.

Cose che ho, cose che non ho, cose che non avrei voluto avere mai.

Ho:

  • avuto un colloquio con la mia seconda scelta in fatto di relatori per la tesi, che mi ha simpaticamente detto BAU
  • il numero di telefono della prima scelta in fatto di relatori
  • nessuna voglia di chiamarlo
  • sbagliato orario della lezione delle 2 credendo che fosse a mezzogiorno
  • un appuntamento con Silvia (non LA Silvia) all’una e mezzo
  • molta voglia di vederla
  • da cercare una cara collega che mi metta la firma alla lezione delle 2 perchè diserto, e diserta anche la Silvia sennò la firma me la apponeva lei
  • una sconfinata e in via di peggioramento depressione quasi suicidal, diciamo, che se non fossi stata al primo piano alla stupida finestra ad aspettare la Silvia che non arrivava (perchè non era l’ora che arrivasse) mi sarei buttata di sotto, ma così non c’è gusto
  • per niente fame (tanto per cambiare)
  • nostalgia
  • un bellissimo libro da leggere
  • ancora del tempo da perdere
  • i primi due dischi degli Articolo 31 nella balena (LOVE)
  • la tesi stampata, o almeno quello che per adesso è la mia tesi
  • un odio incontenibile per la mia tesi
  • nessuna intenzione di cacciarla fuori dallo zaino
  • sonno.
Ho passato un’estate d’inferno.
Ennesimo funerale
Latest news
II terapia.
Super normal
"Oh where oh where can my baby be?
The Lord took her away from me
She’s gone to heaven, so I got to be good
So I can see my baby when I leave this world."
Cose che ho, cose che non ho, cose che non avrei voluto avere mai.

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