Giorno 7 & incidenti aerei.
Oggi sono successe un paio di cose. Da stamattina ero completamente in paranoia per la Sara - sabato notte ho sognato cose che la riguardavano, ma non lei. Da allora, grazie anche a David che ama ascoltare le PornoRiviste nei momenti meno opportuni per la mia fragile psiche, non ho fatto altro che pensare a quanto sia ingiusto il modo in cui il mondo continui a girare fregandosene delle persone che muoiono e di quelle che rimangono senza quelle persone.
Ho pensato che ho passato tanto di quel tempo con la Sara nel momento in cui creavo l’identità della persona che sono, che una buona parte di me è creata da lei, come se lei fosse il mio Adamo che mi ha regalato una costola. Io a lei ho regalato una costola delle mie. E adesso che lei è morta, una parte di me è morta con lei. Ho sentito Padre l’altra sera dire che tutta questa storia gli ha cambiato la vita, e credo che abbia cambiato anche la mia. I primi giorni il dolore era così forte che credevo sarei morta anch’io. Ma in parte ero già morta. Qual è il lato positivo, se ce n’è uno? Che la sua costola, una parte di lei, una parte così grande che lei credo non se lo sia nemmeno mai immaginato, vive dentro di me, e non morirà finchè non morirò io. E sono così fiera di questo che mi ci aggrappo nei momenti in cui sto cedendo.
Why don’t you know that you are my mind
Tell everyone in the world that I’m you
Take this promise to the end of you.
L’altra cosa che è successa oggi è un po’ più grave delle mie solite paranoie quotidiane. Sì magari per altre persone queste non sono paranoie quotidiane, ma mi è toccato imparare a conviverci; non posso scoppiare a piangere ogni volta che ascolto non una sola canzone, ma la metà delle canzoni che conosco; non posso passare le giornate al cimitero con un auricolare poggiato sulla lapide.
Oggi è caduto un aereo militare a Pisa. Era in fase di decollo e portava 5 persone. Sono morte tutte; erano colleghi di Paolo, tutti, e David stava lavorando lì a cento metri. Il panico a casa è durato poco, perchè David ha visto l’aereo cadere, e ha chiamato subito Paolo; Paolo stava bene, ma ha visto morire 5 amici con cui aveva parlato fino a poch minuti prima. E io come sempre non posso evitare di macinare il cervello per ore e giorni e settimane pensando a quanto tutto questo sia ingiusto, improvviso e crudele. Non posso non chiedermi cosa stanno facendo in questo momento le loro famiglie e che razza di Natale potranno mai passare. Troppo empatica, o forse cerco di supplire con elucubrazioni quasi totalmente inutili alla mia personale mancanza di sensibilità. Non lo so, ma ho ancora molto da pensare.
Sul fronte Madre niente da dichiarare, se non che mi sta violentemente incitando a “levarmi dalle balle” perchè dobbiamo apparecchiare, quindi immagino che oggi (come i giorni precedenti) stia abbastanza bene.
Giorno 7 & incidenti aerei.
Oggi sono successe un paio di cose. Da stamattina ero completamente in paranoia per la Sara - sabato notte ho sognato cose che la riguardavano, ma non lei. Da allora, grazie anche a David che ama ascoltare le PornoRiviste nei momenti meno opportuni per la mia fragile psiche, non ho fatto altro che pensare a quanto sia ingiusto il modo in cui il mondo continui a girare fregandosene delle persone che muoiono e di quelle che rimangono senza quelle persone.
Ho pensato che ho passato tanto di quel tempo con la Sara nel momento in cui creavo l’identità della persona che sono, che una buona parte di me è creata da lei, come se lei fosse il mio Adamo che mi ha regalato una costola. Io a lei ho regalato una costola delle mie. E adesso che lei è morta, una parte di me è morta con lei. Ho sentito Padre l’altra sera dire che tutta questa storia gli ha cambiato la vita, e credo che abbia cambiato anche la mia. I primi giorni il dolore era così forte che credevo sarei morta anch’io. Ma in parte ero già morta. Qual è il lato positivo, se ce n’è uno? Che la sua costola, una parte di lei, una parte così grande che lei credo non se lo sia nemmeno mai immaginato, vive dentro di me, e non morirà finchè non morirò io. E sono così fiera di questo che mi ci aggrappo nei momenti in cui sto cedendo.
Why don’t you know that you are my mind
Tell everyone in the world that I’m you
Take this promise to the end of you.
L’altra cosa che è successa oggi è un po’ più grave delle mie solite paranoie quotidiane. Sì magari per altre persone queste non sono paranoie quotidiane, ma mi è toccato imparare a conviverci; non posso scoppiare a piangere ogni volta che ascolto non una sola canzone, ma la metà delle canzoni che conosco; non posso passare le giornate al cimitero con un auricolare poggiato sulla lapide.
Oggi è caduto un aereo militare a Pisa. Era in fase di decollo e portava 5 persone. Sono morte tutte; erano colleghi di Paolo, tutti, e David stava lavorando lì a cento metri. Il panico a casa è durato poco, perchè David ha visto l’aereo cadere, e ha chiamato subito Paolo; Paolo stava bene, ma ha visto morire 5 amici con cui aveva parlato fino a poch minuti prima. E io come sempre non posso evitare di macinare il cervello per ore e giorni e settimane pensando a quanto tutto questo sia ingiusto, improvviso e crudele. Non posso non chiedermi cosa stanno facendo in questo momento le loro famiglie e che razza di Natale potranno mai passare. Troppo empatica, o forse cerco di supplire con elucubrazioni quasi totalmente inutili alla mia personale mancanza di sensibilità. Non lo so, ma ho ancora molto da pensare.
Sul fronte Madre niente da dichiarare, se non che mi sta violentemente incitando a “levarmi dalle balle” perchè dobbiamo apparecchiare, quindi immagino che oggi (come i giorni precedenti) stia abbastanza bene.
Posted 2 years ago Notes