Ennesimo funerale
Ieri al funerale di nonno Gino è stato orribile. Fuori dalla chiesa quando eravamo arrivate solo io e Madre sono stata abbordata da una vecchia che non ha idea di cosa sia la discrezione. Appena ha saputo chi ero ci ha tenuto a chiedermi se adesso io e David andremo a stare a casa di Gino e a chiarire che a lei e a tutto il paese sembrava la cosa più logica e normale. Ecco, tutto il paese si aspetta una cosa che vorrei anch’io ma che dipende da una persona che ho smesso di stimare un po’ di tempo fa perchè ha perso del tutto la testa. Tutto il paese si aspetta quello che avrebbe voluto anche nonno Gino ma che dipende da una persona che di nonno Gino se n’è fregata del tutto negli ultimi mesi.
David è arrivato con sua cugina Angela e si è messo da solo in una panca. Anche lui per prima cosa è stato abbordato dalla vecchia. Ho sperato che non stesse parlando anche a lui della casa, invece lo stava facendo. Appena hanno portato dentro la bara lui ha cominciato a piangere. Io sono stata lì con lui fino all’inizio del funerale. Allora suo padre l’ha chiamato nella prima panca con il resto della famiglia e io, pensando che si fosse un po’ calmato, sono rimasta dietro con Madre. Solo che non si era calmato per niente e ha pianto come un disperato per tutto il funerale. Lo guardavo e stava singhiozzando ogni volta. Non si è mai alzato durante la messa, non ha fatto altro che piangere, mentre io pensavo a nonno Gino, a quanto era comunistaccio, a quanto gli piacesse tirare due o tre moccoli ogni tanto e al fatto che era stato in un campo di concentramento.
Alla fine della messa ho cercato di arrivare da David. Era circondato da parenti che gli chiedevano di calmarsi perchè faceva piangere tutti e commentavano cose che nessuno aveva già afferrato, come “David l’ha presa male”. Ma più la gente gli stava intorno e più lui piangeva. Mi sono seduta accanto a lui e gli ho dato la mano ma continuava a piangere. Poi è tornata la vecchia e si è messa a blaterare della casa, delle lenzuola di nonna Loriana e dell’orto. Delle cazzate così grosse che lo facevano piangere ancora di più. E cercava di abbracciarlo e di spingermi via ma io col cazzo che mollavo. Lo sapevo che David voleva stare con me e che non si sarebbe calmato finchè non se ne andavano tutti. Così con fermezza ho cominciato a dire che lo avrei portato fuori io tra un minuto. Sottointeso c’era che in quel minuto potevano anche levarsi dai coglioni ma hanno capito in pochi. Quando sono riuscita a portarlo via abbiamo trovato Angelo che ci aspettava a metà della navata. Ha abbracciato David, e lui ha ricominciato a piangere, ma stavolta sapevo che sulla sua spalla piangeva per consolazione e non per rabbia.
L’ho portato via in macchina e siamo andati al cimitero. Mentre infilavano la cassa nel loculo, che è nella fila più alta della zona più lontana dall’ingresso, lui ha ricominciato a piangere, e io l’ho abbracciato, ma mentre lo chiudevano dentro con i mattoni io e le cugine Daniela e Angela (la gemella di Angelo) abbiamo convenuto che sarebbe stato meglio portarlo fuori. E siamo rimasti lì a parlare di quanto la gente sia fuori di testa e del fatto che nonno Gino per lui era un punto di riferimento quindi se avesse bisogno di qualcosa, adesso, possiamo (plurale) andare da loro; fino al momento di andare a salutare nonna Loriana e andare a casa.
Dove abbiamo parlato del futuro e della casa e dell’orto, ma noi due, perchè alla fine non c’entra nessun altro che noi due, ormai, in queste cose.
Ennesimo funerale
Ieri al funerale di nonno Gino è stato orribile. Fuori dalla chiesa quando eravamo arrivate solo io e Madre sono stata abbordata da una vecchia che non ha idea di cosa sia la discrezione. Appena ha saputo chi ero ci ha tenuto a chiedermi se adesso io e David andremo a stare a casa di Gino e a chiarire che a lei e a tutto il paese sembrava la cosa più logica e normale. Ecco, tutto il paese si aspetta una cosa che vorrei anch’io ma che dipende da una persona che ho smesso di stimare un po’ di tempo fa perchè ha perso del tutto la testa. Tutto il paese si aspetta quello che avrebbe voluto anche nonno Gino ma che dipende da una persona che di nonno Gino se n’è fregata del tutto negli ultimi mesi.
David è arrivato con sua cugina Angela e si è messo da solo in una panca. Anche lui per prima cosa è stato abbordato dalla vecchia. Ho sperato che non stesse parlando anche a lui della casa, invece lo stava facendo. Appena hanno portato dentro la bara lui ha cominciato a piangere. Io sono stata lì con lui fino all’inizio del funerale. Allora suo padre l’ha chiamato nella prima panca con il resto della famiglia e io, pensando che si fosse un po’ calmato, sono rimasta dietro con Madre. Solo che non si era calmato per niente e ha pianto come un disperato per tutto il funerale. Lo guardavo e stava singhiozzando ogni volta. Non si è mai alzato durante la messa, non ha fatto altro che piangere, mentre io pensavo a nonno Gino, a quanto era comunistaccio, a quanto gli piacesse tirare due o tre moccoli ogni tanto e al fatto che era stato in un campo di concentramento.
Alla fine della messa ho cercato di arrivare da David. Era circondato da parenti che gli chiedevano di calmarsi perchè faceva piangere tutti e commentavano cose che nessuno aveva già afferrato, come “David l’ha presa male”. Ma più la gente gli stava intorno e più lui piangeva. Mi sono seduta accanto a lui e gli ho dato la mano ma continuava a piangere. Poi è tornata la vecchia e si è messa a blaterare della casa, delle lenzuola di nonna Loriana e dell’orto. Delle cazzate così grosse che lo facevano piangere ancora di più. E cercava di abbracciarlo e di spingermi via ma io col cazzo che mollavo. Lo sapevo che David voleva stare con me e che non si sarebbe calmato finchè non se ne andavano tutti. Così con fermezza ho cominciato a dire che lo avrei portato fuori io tra un minuto. Sottointeso c’era che in quel minuto potevano anche levarsi dai coglioni ma hanno capito in pochi. Quando sono riuscita a portarlo via abbiamo trovato Angelo che ci aspettava a metà della navata. Ha abbracciato David, e lui ha ricominciato a piangere, ma stavolta sapevo che sulla sua spalla piangeva per consolazione e non per rabbia.
L’ho portato via in macchina e siamo andati al cimitero. Mentre infilavano la cassa nel loculo, che è nella fila più alta della zona più lontana dall’ingresso, lui ha ricominciato a piangere, e io l’ho abbracciato, ma mentre lo chiudevano dentro con i mattoni io e le cugine Daniela e Angela (la gemella di Angelo) abbiamo convenuto che sarebbe stato meglio portarlo fuori. E siamo rimasti lì a parlare di quanto la gente sia fuori di testa e del fatto che nonno Gino per lui era un punto di riferimento quindi se avesse bisogno di qualcosa, adesso, possiamo (plurale) andare da loro; fino al momento di andare a salutare nonna Loriana e andare a casa.
Dove abbiamo parlato del futuro e della casa e dell’orto, ma noi due, perchè alla fine non c’entra nessun altro che noi due, ormai, in queste cose.
Posted 2 years ago